Il primo volo con Leonardo me lo ricordo come un mix di ansia e liste infinite. La verità è che volare con un bimbo di 2-3 anni non è il disastro che ci si immagina: è gestibile, a patto di prepararsi bene e di accettare che non sarà perfetto.
In questa fascia di età il bambino è curioso, vuole muoversi e non capisce ancora perché deve stare fermo. Ecco quello che ho imparato con mio figlio, volo dopo volo.
Scegliere volo e posti con criterio
La scelta del volo conta più di qualsiasi gioco. Quando posso prediligo i voli diretti: uno scalo con un bimbo di 2 anni raddoppia la fatica. Sull’orario non c’è una regola valida per tutti: alcuni bambini si addormentano col rumore dell’aereo e allora conviene un volo a cavallo del sonnellino, altri (come il mio in certi periodi) in viaggio non dormono mai, e allora meglio un volo diurno in cui sono riposati e di buon umore.
Per i posti, il finestrino è un alleato: guardare fuori, le nuvole, i mezzi sulla pista intrattiene a costo zero. Prenotare i posti in anticipo ti evita anche di ritrovarti separata dal resto della famiglia.
Cosa metto nel bagaglio a mano (la parte che salva il volo)
Il bagaglio a mano a quest’età è una piccola scorta di sopravvivenza. Io porto sempre:
- Snack, tanti e a piccole porzioni: sono insieme intrattenimento e salvezza. Meglio cose poco appiccicose e che durano (gallette, frutta a pezzi, biscotti).
- Borraccia o bicchiere con cannuccia: bere aiuta anche con le orecchie.
- Doppio cambio completo, più una maglietta di scorta per me: a 2-3 anni un rovesciamento ci sta.
- Salviette e qualche pannolino (anche se è già “asciutto”, in viaggio meglio averli).
- Giochi piccoli e nuovi: adesivi, un libro mai visto, una sorpresina. La novità tiene molto più dei giochi di casa.
- Tablet carico, utilizzato a volume limitato per non disturbare i passeggeri.Senza sensi di colpa, in volo il tablet è uno strumento essenziale, non un’abitudine.
Il trucco vero è tenere tutto a rotazione: tiri fuori una cosa nuova ogni volta che l’attenzione cala e non tutto insieme.
Decollo e atterraggio
Il cambio di pressione può dare fastidio alle orecchie, ed è il momento in cui molti bambini piangono. Il rimedio è semplice: fargli deglutire o succhiare proprio in fase di decollo e atterraggio. Quindi una borraccia da bere, uno snack da masticare, il ciuccio per chi lo usa, o l’allattamento se è ancora al seno. Io tengo sempre uno snack speciale da tirare fuori solo in quei due momenti.
Intrattenere senza impazzire
A bordo lo spazio è poco e la noia arriva in fretta. Quello che funziona con un bimbo di 2-3 anni sono le attività che richiedono le mani: adesivi da attaccare e staccare, un quadernino con pennarelli ad acqua, piccoli giochi a sorpresa. Un alleato che per noi ha funzionato benissimo è il busy book (o quiet book): ne abbiamo comprato uno apposta per Leo, e tra bottoni, cerniere e forme da incastrare lo tiene impegnato a lungo, in silenzio e senza pezzi che rotolano sotto il sedile. Guardare fuori dal finestrino e raccontare cosa si vede riempie sorprendentemente tanto tempo. Il tablet, in genere, lo teniamo come carta finale e lo utilizziamo generalmente solo dopo aver esaurito giochi e snack.
Documenti e regole pratiche da non dimenticare
- Il posto: a partire dai 2 anni il bambino occupa di norma un sedile proprio (paga il biglietto), mentre sotto i 2 viaggia spesso in braccio. Verifica sempre le condizioni della tua compagnia.
- Il passeggino si può quasi sempre usare fino al gate e poi imbarcare in stiva, e gli alimenti e le bevande per il bambino sono in genere ammessi anche oltre il limite dei liquidi, nelle quantità necessarie al viaggio (controlla comunque le regole della compagnia e dell’aeroporto).
- I documenti: per l’Europa serve la carta d’identità valida per l’espatrio, fuori dall’Unione Europea il passaporto; controlla per tempo che siano in regola, perché anche i bambini piccoli devono averli.
Restare calmi! Per me, la parte più difficile
C’è una parte di tutto questo che riguarda me, non lui: io ho paura di volare. E ho scoperto che la sfida più grande non è gestire il bambino, ma evitare che la mia ansia diventi anche la sua.
I bambini ci leggono benissimo. Così ho imparato a lavorare prima su di me , respiro lento, spalle giù, voce tranquilla , e a spostare l’attenzione su Leonardo invece che su quello che sento io. Paradossalmente, occuparmi di lui è anche il modo in cui tengo a bada la mia paura: do un nome alle nuvole, gli faccio guidare l’aereo con le mani, e intanto mi calmo.
Devo essere onesta: fino ad ora, complice sicuramente l’abitudine, perché viaggia da quando è piccolo, non ha mai avuto una vera crisi di pianto in volo. Non lo scrivo per vantarmi (so benissimo che la prossima volta potrebbe smentirmi!), ma per farvi capire che con un po’ di preparazione il volo può davvero filare liscio. Nel nostro caso le attività a rotazione e gli snack hanno fatto gran parte del lavoro.
Domande Frequenti
Non esiste un orario perfetto, ma dipende dal bambino/a e dalle sue abitudini . Se in viaggio si addormenta facilmente, scegli un volo a cavallo del sonnellino; se invece non dorme mai fuori casa, meglio un volo diurno in cui è riposato e collaborativo. Privilegia sempre i voli diretti.
Fagli deglutire o succhiare durante decollo e atterraggio: bere dalla borraccia, masticare uno snack, il ciuccio o l’allattamento. È il modo più semplice per aiutare a compensare la pressione. Tieni uno snack speciale da usare solo in quei momenti.
In genere sì: dai 2 anni compiuti il bambino occupa un sedile proprio e paga il biglietto, mentre sotto i 2 anni viaggia spesso in braccio a tariffa ridotta. Le regole variano da compagnia a compagnia, quindi verifica al momento della prenotazione.
Sì: alimenti e bevande per i bambini sono di norma ammessi anche oltre il limite dei 100 ml, nelle quantità ragionevoli per il viaggio. Conviene comunque controllare le regole specifiche della compagnia e dell’aeroporto prima di partire.
Quasi sempre sì: la maggior parte delle compagnie permette di tenere il passeggino fino al gate, dove viene poi imbarcato in stiva e riconsegnato all’arrivo (a volte direttamente alla porta dell’aereo). Verifica la procedura della tua compagnia.