Sole e bambini: protezione ed errori da evitare

di The Modern Mamas Aggiornato al 28 Maggio 2026 ⏱ 6 min di lettura
Sole e bambini: protezione ed errori da evitare

L’estate con i bambini è fatta di mare e pomeriggi all’aperto, ma la pelle dei più piccoli gioca una partita diversa dalla nostra. È più sottile e si scotta prima, e le scottature prese da bambini aumentano il rischio di problemi alla pelle da adulti. La buona notizia è che proteggerli non è complicato.Bastano poche cose, fatte con costanza.

I bambini sotto i 6 mesi  

Per i neonati la regola è semplice e diversa da quella degli adulti, ovvero, niente esposizione diretta al sole. La loro pelle non è ancora pronta, e nei primi sei mesi non bisogna affidare la protezione esclusivamente alla crema solare, all’ombra e ai vestiti. Una passeggiata va benissimo, purché all’ombra, con il passeggino schermato e un cappellino.

Generalmente, i pediatri (compreso il nostro) consigliano le creme solari solo dopo i sei mesi di vita. Prima di quell’età molti pediatri preferiscono evitarle e contare su barriere fisiche, perché la pelle assorbe più facilmente. Questa è una di quelle situazioni in cui vale la pena chiedere al proprio pediatra, soprattutto se si prevede una vacanza al mare con un bambino molto piccolo.

Gli orari giusti

Il sole non è uguale a tutte le ore. Nella fascia centrale della giornata, indicativamente tra le 11 e le 16, i raggi sono più aggressivi, ed è il momento in cui le scottature arrivano più in fretta. Conviene organizzarsi al contrario rispetto a come verrebbe naturale: mare o piscina la mattina presto e nel tardo pomeriggio, e nelle ore centrali ombra, pranzo, riposo o gioco al coperto.

Come scegliere la protezione giusta?

Per i bambini si usa una protezione molto alta, SPF 50 o 50+, e ad ampio spettro, cioè che copra sia i raggi UVA sia gli UVB. Per la pelle dei più piccoli vanno bene i filtri fisici o minerali, a base di ossido di zinco o biossido di titanio, perché restano in superficie e tendono a irritare meno.

Il problema più comune non è la crema sbagliata, ma la quantità sbagliata. Quasi tutti ne mettono troppo poca. La crema va applicata in abbondanza, una ventina di minuti prima di uscire, e va ripetuta ogni due ore circa e sempre dopo ogni bagno, anche se la confezione dice “resistente all’acqua”. Resistente non vuol dire eterno. Le zone dimenticate più spesso sono orecchie, collo, piedi, e la parte alta della schiena quando il costume si abbassa.

La crema è solo uno degli strumenti, e nemmeno il più importante per i bambini piccoli. Il cappellino con tesa larga protegge viso, orecchie e collo molto meglio di quanto si creda. Esistono magliette e costumi con protezione UV, comodi soprattutto al mare perché restano efficaci anche bagnati e tolgono il pensiero di ricoprire continuamente la schiena. Gli occhiali da sole, quelli veri con filtro certificato, proteggono occhi ancora delicati.

Conta poi dove si sta. L’ombra di un albero o di un ombrellone riduce molto l’esposizione, ma non la azzera, perché la sabbia, l’acqua e il cemento chiaro riflettono i raggi verso l’alto. All’ombra di un ombrellone in spiaggia ci si scotta comunque, solo più lentamente. E infine l’acqua: con il caldo i bambini si disidratano in fretta e spesso non chiedono da bere, quindi l’acqua va offerta spesso, senza aspettare che la reclamino.

Gli errori da evitare

Alcuni sbagli tornano ogni estate, sempre gli stessi.

Il primo è mettere la crema solo all’arrivo in spiaggia e non rimetterla più per tutto il giorno. Dopo un bagno e qualche ora di sudore, di quella prima applicazione resta poco.

Il secondo è fidarsi delle giornate nuvole. Le nuvole filtrano una parte minima dei raggi, e nelle giornate coperte ci si scotta esattamente come al sole pieno, spesso di più proprio perché ci si dimentica di proteggersi.

Il terzo è pensare che l’abbronzatura “di base” protegga. Non è così, e per un bambino l’idea stessa di cercare l’abbronzatura non ha senso: la pelle dei piccoli non deve scurirsi, deve restare protetta.

Il quarto è sottovalutare le ore di viaggio o le attività non balneari. Una gita, una passeggiata in montagna, un pomeriggio al parco giochi espongono al sole quanto la spiaggia, a volte senza che nessuno pensi alla crema perché “non siamo al mare”.

Cosa fare se si scotta comunque

Una scottatura lieve si gestisce portando subito il bambino all’ombra o al fresco, idratandolo con acqua, applicando impacchi freschi e una crema lenitiva. Se compaiono bolle, febbre, brividi, sonnolenza insolita è il caso di sentire il pediatra senza aspettare. Il colpo di sole e il colpo di calore nei bambini piccoli non vanno sottovalutati.

Una nota onesta

Proteggere un bambino dal sole non vuol dire tenerlo chiuso in casa per tre mesi. L’aria aperta, il movimento e anche un po’ di luce fanno bene. Si tratta di scegliere bene gli orari, coprire la pelle con buon senso e tenere a mente che la prevenzione costa pochissimo rispetto a una scottatura, che invece rovina la giornata e lascia il segno. Per i dosaggi, i prodotti specifici e qualsiasi dubbio sulla pelle del tuo bambino, il pediatra resta sempre il riferimento giusto.

Domande frequenti

Posso mettere la crema solare a un neonato?

In genere no prima dei sei mesi. Sotto questa età la protezione si affida all’ombra e ai vestiti, non alla crema, perché la pelle assorbe più facilmente. Per i dosaggi e le eccezioni chiedi al pediatra, soprattutto se prevedi una vacanza al mare.

Quale SPF scelgo per mio figlio?

Una protezione molto alta, SPF 50 o 50+, ad ampio spettro contro UVA e UVB. Per la pelle dei più piccoli sono indicati i filtri fisici o minerali, a base di ossido di zinco o biossido di titanio, perché irritano meno.

Ogni quanto va rimessa la crema?

Circa ogni due ore e sempre dopo ogni bagno, anche con prodotti resistenti all’acqua. L’errore più comune non è la crema sbagliata ma la quantità troppo scarsa e le applicazioni saltate durante la giornata.

Con il cielo coperto serve comunque?

Sì. Le nuvole filtrano solo una parte minima dei raggi e in quota il sole è più intenso. Ci si scotta anche in giornate nuvolose e durante gite e passeggiate, non solo al mare.

Cosa faccio se il bambino si scotta?

Spero non capiti mai, innanzitutto. Per una scottatura lieve, portalo subito all’ombra o al fresco, fallo bere, applica impacchi freschi e una crema lenitiva. In presenza di bolle, febbre, brividi o sonnolenza insolita, o se a scottarsi è un neonato, contatta il pediatra senza aspettare.