Da quando sono diventata madre, c’è stato un momento preciso in cui ho capito che qualunque cosa avessi scelto sarebbe stata comunque quella sbagliata per qualcuno.
Se torni presto al lavoro, sei una che molla i figli. Se resti a casa, “ti fai mantenere”. Se il bambino piange al ristorante, “non sai educarlo”, se non lo porti mai fuori, “lo stai crescendo nella bambagia”. Se gli dai lo schermo dieci minuti per finire una telefonata, sei una cattiva madre; se non glielo dai mai, sei una madre rigida. Il punto non sono le singole opinioni, è che arrivano sempre, da chiunque, su tutto. Parenti e sconosciuti.
È un brusio costante che ti accompagna dal reparto maternità in poi, e che ti chiede in continuazione di giustificarti per decisioni che riguardano solo te e tuo figlio. La cosa più faticosa non è nemmeno la critica in sé, ma l’idea (mai detta ma sempre presente) che esista un solo modo giusto di essere madre e che tu te ne stia probabilmente allontanando.
Ogni giudizio porta con sé un compito in più: difendersi. Spiegare perché hai scelto la tata e non la nonna, perché hai ripreso a lavorare, perché quel giorno tuo figlio aveva i calzini spaiati. Sono micro-conversazioni che si sommano nel tempo.Pesano abbastanza da farti dubitare, certe sere, di stare facendo qualcosa di buono.
Cosa possiamo fare, davvero
Se sei una madre che si sente sotto esame: il verdetto degli altri non è una misura della tua competenza. Conosci tuo figlio meglio di chiunque commenti dall’esterno. Non servono soluzioni eroiche, ma bastano piccoli gesti concreti. Questi li ho provati sulla mia pelle, e funzionano:
- Tieni pronta una frase: quando arrivava il commento non richiesto, ho smesso di giustificarmi e ho iniziato a rispondere sempre allo stesso modo: “Grazie, per noi funziona così”, e cambiavo argomento.
- Parla: con il partner, un’amica, una persona di fiducia. Scoprirai che le tue paure sono condivise più di quanto immagini.
- Concediti spazio: anche dieci minuti solo per te non sono egoismo, ma manutenzione necessaria.
- Filtra i giudizi: non tutti meritano il tuo ascolto, scegli a chi dare peso.
- Chiedi aiuto senza vergogna: se la fatica diventa un peso che non riesci più a portare, parlarne con un professionista o una persona di fiducia.
Se invece stai accanto a una madre, come partner, amica, collega, genitore, puoi fare la differenza con poco. Trattieni il consiglio non richiesto ed offri una mano concreta al posto di un’opinione. È sorprendente quanto possa cambiare una giornata una sola persona che ti dice: stai facendo un buon lavoro!
Domande Frequenti
Perché quasi ogni scelta, allattamento, lavoro, educazione, alimentazione , viene letta da qualcuno come giusta o sbagliata. Alla radice c’è l’idea che esista un solo modo “corretto” di essere madre, e che ogni decisione se ne allontani.
Offrendo aiuto concreto invece di opinioni, trattenendo il consiglio non richiesto e riconoscendo il suo lavoro con un semplice grazie.