Anche i figli hanno dei doveri: perché sono importanti 

di Letizia Tufo Aggiornato al 7 Luglio 2026 ⏱ 4 min di lettura
Anche i figli hanno dei doveri: perché sono importanti 

Parliamo spesso dei diritti e dei bisogni dei bambini. Ma da educatrice mi capita di ricordare una cosa che a volte passa in secondo piano: anche i figli hanno dei doveri. Non come un peso o una punizione, ma come un dono che li aiuta a crescere. Affidare a un bambino delle piccole responsabilità, adatte alla sua età, significa dirgli “tu conti, sei capace, fai parte di questa famiglia”. Vediamo perché i doveri sono così importanti e quali proporre, passo dopo passo.

Perché i doveri fanno bene ai bambini?

Avere dei compiti da svolgere non toglie serenità all’infanzia, anzi. I doveri danno al bambino un senso di appartenenza, la sensazione preziosa di contribuire e di essere utile al gruppo. Rafforzano l’autostima, perché ogni “ce l’ho fatta da solo” è un mattoncino di fiducia in sé. Allenano l’autonomia e la responsabilità, insegnano il rispetto degli altri e delle regole condivise e, in fondo, preparano alla vita e alla scuola molto più di tante attività strutturate. È lo stesso principio del “aiutami a fare da solo” caro a Maria Montessori: dietro un piccolo compito c’è una grande conquista.

I doveri del bambino verso gli altri

Quando pensiamo ai doveri dei bambini, immaginiamo subito il riordino dei giochi. Ma i doveri più importanti sono anche altri, e riguardano il vivere insieme: rispettare gli altri e le loro cose, aspettare il proprio turno, dire “grazie” e “scusa”, parlare senza urlare, prendersi cura dei propri oggetti, rispettare le regole di casa e della classe. Sono i doveri che rendono un bambino un buon compagno e, un domani, un buon cittadino. E si insegnano soprattutto con l’esempio e la costanza.

3 doveri adatti a ogni età

La regola d’oro è calibrare le richieste sull’età, con compiti raggiungibili:

  • Verso i 2-3 anni: rimettere i giochi nel cesto, portare il proprio piatto di plastica, mettere i panni sporchi nel cesto, buttare una carta nel cestino.
  • Dai 3 ai 6 anni: apparecchiare (con le cose non fragili), annaffiare una pianta, vestirsi e svestirsi, aiutare a riporre la spesa, dare da mangiare all’animale con un adulto.
  • Dai 6 anni in su: preparare la cartella, tenere in ordine la propria stanza, occuparsi di piccoli incarichi domestici, iniziare a gestire i compiti con crescente autonomia.

L’importante non è il risultato perfetto, ma la costanza e il fatto che il bambino senta il compito come “suo”.

Come introdurli senza trasformarli in una guerra

Perché i doveri diventino un’abitudine serena, servono alcune accortezze. All’inizio si fa insieme, poi si lascia sempre più spazio all’autonomia. Meglio inserirli nella routine, così diventano naturali e non una battaglia quotidiana, e coinvolgere invece di obbligare (“hai voglia di aiutarmi ad apparecchiare?”). Vale la pena valorizzare il contributo con un riconoscimento sincero, senza però trasformare ogni gesto in un premio o in una ricompensa: il senso del dovere cresce quando il bambino capisce che si fa perché siamo una squadra, non per ottenere qualcosa. E infine pazienza: all’inizio ci metterà il doppio del tempo e farà pasticci, ma è proprio così che impara.

Diritti e doveri, in fondo, crescono insieme. Dare ai bambini delle responsabilità non è chiedere troppo: è offrire loro un posto, con dignità, dentro la comunità di cui fanno parte.

Domande Frequenti

A che età si possono dare dei doveri ai bambini?

Fin da piccoli, già verso i due anni, con compiti semplici come mettere in ordine i giochi. Le richieste vanno sempre calibrate sull’età, aumentando gradualmente con la crescita.

Quali compiti affidare a un bambino piccolo?

Piccole cose raggiungibili: riordinare i giochi, mettere i panni nel cesto, portare il proprio piatto di plastica, annaffiare una pianta. L’importante è che il compito sia adatto a lui e che lo senta come suo.

È giusto premiare i bambini quando svolgono i loro doveri?

Un riconoscimento sincero fa bene, ma è meglio non trasformare ogni gesto in un premio. Il senso del dovere cresce quando il bambino capisce che contribuisce perché fa parte della famiglia, non per ricevere una ricompensa.

I doveri tolgono serenità all’infanzia?

No, al contrario: piccole responsabilità adatte all’età rafforzano autostima, autonomia e senso di appartenenza. Il gioco e il tempo libero restano fondamentali, ma convivono benissimo con qualche dovere.

Letizia Tufo
Scritto da Letizia Tufo

Docente di scuola Primaria e mamma

Letizia Tufo è insegnante di scuola primaria. Si è laureata in Scienze della Formazione Primaria all'Università degli Studi del Molise e ha conseguito la Specializzazione per il sostegno didattico presso l'Università Europea di Roma. Ogni giorno in classe mette al centro i bambini e i loro modi diversi di imparare, con un'attenzione particolare all'inclusione e alle esigenze di ciascuno. Vive la scuola con intensità e passione, convinta che l'educazione abbia il potere di fare la differenza nella vita di ogni bambino. Su TheModernMamas condivide il suo sguardo di educatrice per aiutare i genitori a comprendere meglio l'apprendimento, la crescita e il mondo scolastico dei loro figli.