vIl mom shaming, o bullismo tra mamme, è la critica rivolta alle madri sul modo in cui crescono i figli: un giudizio, spesso non richiesto, che etichetta una donna come cattiva madre per le sue scelte. Non è un fenomeno di nicchia: secondo una rilevazione del C.S. Mott Children’s Hospital (Università del Michigan), il 61% delle madri di bambini tra 0 e 5 anni dichiara di essere stata criticata per come fa la mamma. Quasi due su tre.
Cos’è esattamente il mom shaming?
Con mom shaming si intende il criticare le scelte genitoriali di una donna facendola sentire inadeguata, di solito senza tenere conto del contesto: il ruolo del padre, dei caregiver, dei vincoli economici o culturali dentro cui quelle scelte vengono prese. La differenza con un consiglio è tutta qui: il consiglio aiuta, il mom shaming colpevolizza ed uno parte dall’empatia, l’altro dal giudizio.
Da dove arriva il mom shaming?
L’immagine più diffusa del mom shaming è quella dei commenti cattivi sotto le foto sui social. È un pezzo del problema, ma non il principale. I dati raccontano una storia più scomoda: la critica arriva soprattutto dalla famiglia.
Nella rilevazione del Mott, le fonti più frequenti sono i propri genitori (37%), il partner o l’altro genitore del bambino (36%) e i suoceri (31%). Molto più indietro arrivano gli amici (14%), le altre mamme incontrate in pubblico (12%) e, sorprendentemente in fondo alla lista, i commenti online (circa il 7%). Fa più male, e capita più spesso, proprio da parte di chi dovrebbe sostenerti.
Su cosa vengono giudicate le madri
I temi del mom shaming sono quasi sempre gli stessi. Tra le madri criticate, il giudizio riguarda soprattutto:
- la disciplina e i metodi educativi (circa il 70% dei casi),
- l’alimentazione del bambino (52%),
- il sonno e come viene gestito (46%),
- allattamento al seno o artificiale (39%).
Sono, non a caso, le decisioni più intime e quotidiane: quelle su cui ogni madre fa scelte diverse, e su cui tutti sembrano sentirsi autorizzati a dire la loro.
Che effetto ha sulle madri
Il mom shaming non è solo fastidioso, ma incide drasticamente sulla mente della mamma. Sempre secondo la stessa rilevazione del Mott, il 42% delle madri ha ammesso che la critica le ha fatte sentire insicure rispetto alle proprie scelte. Soprattutto nei primi anni già fatti di stanchezza e dubbi, sentirsi dire di continuo che si sta sbagliando alimenta ansia e senso di colpa, e va a sommarsi al carico mentale della mamma.
C’è anche un effetto collaterale controproducente, ovvero che circa la metà delle madri arriva a evitare le persone più critiche. E spesso quelle persone sono parenti stretti, proprio la rete di supporto di cui una neomamma avrebbe più bisogno.
Perché è così diffuso oggi
Il mom shaming non è nuovo, ma oggi è amplificato. Da un lato c’è il mito della “madre perfetta”, alimentato anche dai social, dove scorrono immagini di maternità impeccabili che alzano un’asticella impossibile. Dall’altro ci sono norme che cambiano in fretta e si contraddicono: quello che era “giusto” una generazione fa oggi è “sbagliato”, e viceversa. In mezzo, la madre, esposta al giudizio di chiunque abbia un’opinione (e tutti ne hanno una).
Come affrontarlo
Non si può impedire agli altri di giudicare, ma si può scegliere quanto peso dargli.
- Distingui il consiglio dalla critica. Se è dato con empatia e tu lo hai chiesto, può servire. Se ti fa sentire colpevole, è mom shaming, lascialo andare.
- Non sei tenuta a giustificarti. Un “grazie,ma ci penso” chiude la conversazione senza aprire un dibattito.
- Affidati a fonti affidabili, per i dubbi veri, il pediatra o uno specialista valgono più di mille opinioni.
- Proteggi la tua rete, cercare chi sostiene senza giudicare è una forma di cura verso di te.
C’è anche un dato che lascia speranza e l’ho vissuto sulla mia pelle: molte madri, dopo essere state criticate, smettono di criticare le altre. Aver provato sulla propria pelle cosa significa essere giudicate insegna a non farlo. È da lì che si può rompere il circolo: una madre alla volta, sostituendo il giudizio con un “stai facendo un buon lavoro”.
Domande Frequenti
È la critica rivolta alle madri sul modo in cui crescono i figli, che le fa sentire inadeguate. A differenza di un consiglio, non aiuta: colpevolizza, spesso senza considerare il contesto in cui quelle scelte vengono prese.
Soprattutto dalla famiglia: i dati indicano i propri genitori, il partner e i suoceri come fonti più frequenti, più degli amici, delle altre mamme o dei commenti online.
Soprattutto su disciplina e metodi educativi, alimentazione del bambino, sonno e scelta tra allattamento al seno o artificiale.
Distinguendo il consiglio dalla critica, non sentendosi obbligate a giustificarsi, affidandosi a fonti affidabili per i dubbi reali e proteggendo la propria rete di supporto da chi alimenta solo ansia.