Crescere con un cane è una delle esperienze più belle che un bambino possa vivere: un compagno di giochi, un confidente, un amico che non giudica. Ma perché il legame sia davvero sereno servono consapevolezza e qualche regola. In questo articolo vediamo benefici e accortezze basandoci sulle indicazioni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che a questo tema dedica una guida molto chiara.
7 benefici di crescere con un cane
Secondo il Bambino Gesù non ci sono controindicazioni a far crescere un bambino insieme a un animale: i vantaggi, anzi, toccano corpo, mente e cuore.
- Impara il rispetto delle diversità e la responsabilità. Prendersi cura di un altro essere vivente, con esigenze diverse dalle proprie, insegna a essere più responsabili e ad accettare ciò che è differente da sé.
- Si muove di più. La quotidianità diventa più attiva, con benefici motori e perfino un minor rischio di obesità.
- Cresce più stabile emotivamente. Il bambino tende a proiettare sull’animale le proprie ansie e paure, e questo “trasferimento” lo aiuta a gestirle meglio.
- Sviluppa il linguaggio. Il dialogo con l’animale, fatto di lodi, ordini e incoraggiamenti, è descritto dal Bambino Gesù come una vera “palestra logopedica spontanea”. E il bambino impara che si comunica anche con i gesti e le posture, non solo con le parole.
- Trova un sostegno affettivo. L’animale è compagno di giochi e custode di segreti, un “ponte affettivo” prezioso soprattutto per i figli unici o per i bambini più timidi: con lui ci si sente al sicuro, senza il timore di essere giudicati.
- Ha un effetto calmante. La sua presenza riduce lo stress, tanto che esiste un suo utilizzo terapeutico, la pet therapy, per il benessere di bambini, adulti e anziani.
- Aiuta nei cambiamenti. All’arrivo di un fratellino, occuparsi del cane insieme a mamma o papà aiuta il bambino a superare la gelosia e il senso di esclusione.
La scelta di adottare un animale non va presa alla leggera né per moda: un cane non è un gioco, ma un compagno di vita che richiede impegno, tempo e cure, nel rispetto della sua natura. In concreto significa:
- controlli periodici dal veterinario, vaccinazioni e antiparassitari, con il libretto sanitario sempre aggiornato (e, per il cane, microchip e registrazione all’anagrafe canina);
- maggiore attenzione alla pulizia della casa e degli oggetti;
- consapevolezza che prendersi cura di lui è un impegno quotidiano, ripagato però da tanta allegria in famiglia.
Le precauzioni igieniche
Il timore che l’animale trasmetta malattie è comprensibile, ma, come ricorda il Bambino Gesù, basta seguire poche regole di buon senso:
- lavarsi le mani, soprattutto prima di mangiare, e non portarsi le mani alla bocca o al viso dopo aver toccato l’animale;
- evitare di baciarlo o farsi leccare il viso;
- lavare spesso ciotole e cucce e, al rientro dalle passeggiate, pulire le zampe del cane.
La regola d’oro per la sicurezza
Su questo il Bambino Gesù è netto: un bambino, soprattutto se piccolo, non va mai lasciato da solo insieme a un animale, perché sia i bambini sia i cani possono avere reazioni imprevedibili. Serve sempre la supervisione di un adulto. A questa si aggiungono due buone abitudini: rispettare gli spazi del cane (non disturbarlo mentre mangia o dorme) e insegnare al bambino un approccio gentile, senza gesti bruschi, urla o tirate di coda e orecchie.
Cane, gatto o altro? Come scegliere
La scelta dell’animale, spiega l’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, va fatta in base agli spazi (appartamento, terrazzo, giardino) e al tempo che si può dedicare. Tra tutti, il cane è il primo della lista, perché la sua lunghissima storia di domesticazione lo rende l’animale con cui si comunica più facilmente; la razza e l’indole vanno comunque scelte in base al contesto familiare. Il gatto, più indipendente, attrae il bambino di solito dopo i due anni. Sono invece sconsigliati i rettili, con cui il bambino non può entrare in relazione diretta. Il consiglio migliore resta chiedere al veterinario di fiducia quale animale si adatta meglio alla vostra famiglia.
Se in casa arriva un neonato
Anche un neonato, con le dovute precauzioni, può convivere con un animale senza pericoli, e l’animale che già vive in famiglia non va necessariamente allontanato. Nei primi tempi è importante osservare il comportamento del cane per cogliere eventuali segnali di gelosia: di solito, se non si sente trascurato, dopo qualche giorno accetta il nuovo arrivato e si limita a osservarlo. La supervisione resta sempre indispensabile.
Cosa fare in caso di morso o graffio
Se la ferita è superficiale, va pulita con cura e disinfettata, controllandola anche nei giorni successivi. Se è profonda o se compaiono gonfiore, arrossamento o segni di infezione, è opportuno rivolgersi al pediatra.
Domande Frequenti
Sì, secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù non ci sono controindicazioni: crescere con un cane favorisce responsabilità, empatia, sviluppo del linguaggio e stabilità emotiva, oltre ad avere un effetto calmante.
Fin da piccolo, ma sempre con la supervisione di un adulto, indispensabile soprattutto nei primi anni. Il gatto, invece, tende ad attrarre il bambino dopo i due anni.
Non lasciandoli mai soli, rispettando gli spazi del cane (pasto e riposo) e insegnando al bambino un approccio gentile. La supervisione dell’adulto è la regola più importante.
Dipende da spazi e tempo a disposizione. Il cane è in cima alla lista per la facilità di comunicazione; sono sconsigliati i rettili. Meglio farsi consigliare dal veterinario prima di adottare.