Arriva dal Regno Unito un avvertimento che ogni genitore dovrebbe leggere. Il 6 luglio 2026 la National Crime Agency, l’agenzia britannica contro il crimine, insieme alla Internet Watch Foundation ha diffuso le prime linee guida nazionali rivolte alle famiglie: meglio non pubblicare online le foto dei propri figli, soprattutto se si hanno profili social aperti. Il rischio non riguarda solo la privacy, ma il fatto che quelle immagini possano essere “rubate” e trasformate, grazie all’intelligenza artificiale, in materiale a sfondo sessuale.
Le tre regole chiave suggerite ai genitori
Il consiglio ideale delle autorità britanniche sarebbe di non pubblicare affatto le immagini dei bambini online, mostrandole piuttosto dal telefono quando si incontrano amici e parenti. Se però si sceglie di condividerle, le raccomandazioni si riassumono in tre azioni semplici:
- Rendere privati i propri account social, così che le foto siano visibili solo a una cerchia ristretta.
- Controllare chi può accedere ai profili e quindi vedere le immagini dei figli.
- Riflettere bene prima di autorizzare organizzazioni o persone a pubblicare online le foto dei minori.
A queste si aggiungono due accortezze molto concrete: rivedere le foto pubblicate in passato, cancellando quelle che potrebbero essere sfruttate, e ricontrollare le liberatorie firmate a scuola o nelle società sportive. Quello che ieri sembrava innocuo (una foto di classe, il torneo di calcio) oggi può diventare materia prima per la manipolazione digitale.
Perché l’allarme adesso
Il punto è che l’intelligenza artificiale ha cambiato le regole del gioco. Non serve più che un criminale contatti o raggiri un minore per ottenere immagini: bastano le foto già disponibili in rete. Secondo i dati della Internet Watch Foundation, nel 2025 le immagini e i video di abuso su minori creati con l’IA sono cresciuti del 14%, arrivando a oltre 8.200 contenuti individuati.
E i casi concreti fanno impressione: ragazzi ricattati dopo che le loro foto, prese da Instagram, erano state trasformate in contenuti sessuali; siti di scuole presi di mira, con foto di classi e attività rubate e manipolate; una ragazza di quindici anni finita in immagini pornografiche false, generate a partire da uno scatto in cui era semplicemente seduta sul letto della sua cameretta. Nessuna di queste foto, in origine, aveva nulla di sospetto: erano immagini di vita comune.
Perché è diverso da prima
Fino a poco tempo fa il rischio sembrava lontano e astratto. Oggi una foto online non è più solo una foto: è un dato manipolabile. Non serve avere molti follower, non serve essere famosi. Basta che l’immagine sia accessibile.
È il motivo per cui, a casa nostra, ho scelto da tempo di non mostrare il volto di mio figlio online. Ne parlo apertamente nel mio articolo sullo sharenting: non è una crociata contro chi fa diversamente, è una scelta di prudenza che oggi mi sento di consigliare ancora di più.
Cosa possiamo fare, concretamente
Senza panico, ma con qualche accortezza in più:
- Profilo privato e cerchia ristretta, se decidi di condividere.
- Non mostrare il volto, oppure usa foto di spalle, di dettagli, di mani: raccontano lo stesso.
- Niente foto in costume, nel bagnetto o svestiti, che sono le più a rischio di manipolazione.
- Attenzione ai dettagli identificativi: nome della scuola, divise, cartelli, geolocalizzazione, abitudini e orari.
- Verifica le liberatorie che firmi a scuola, all’asilo o in palestra: chiedi come verranno usate le immagini.
- Controlla cosa pubblicano gli altri. Nonni, amici e parenti condividono spesso senza pensarci: chiedi esplicitamente di non farlo.
- Fai una pulizia del passato, rimuovendo le foto più esposte già online.
- Parla di consenso con i figli più grandi, e invitali a tenere privati i loro profili: gli adolescenti sono tra i più esposti.
E se in passato hai pubblicato tante foto? Non serve sentirsi in colpa: nessuno di noi poteva prevedere questo scenario. Si può semplicemente cambiare rotta da oggi, ripulendo ciò che si può e scegliendo con più attenzione da qui in avanti.
Domande Frequenti
Perché possono essere scaricate e manipolate con l’intelligenza artificiale per creare contenuti falsi, anche a sfondo sessuale. Per questo National Crime Agency e Internet Watch Foundation invitano i genitori alla massima prudenza.
Rendere privati i propri account social, controllare chi può vederli e riflettere bene prima di autorizzare scuole, club o altre organizzazioni a pubblicare le foto dei minori.
Il profilo privato riduce molto il rischio, ma non lo azzera, perché le immagini possono essere salvate e ricondivise. Meglio limitare la cerchia, evitare il volto e non pubblicare foto in costume o in situazioni intime.
Rivedere i vecchi post e rimuovere le immagini più esposte, rendere privati i profili e chiedere ad amici e parenti di eliminare le foto dei propri figli. Non è mai troppo tardi per ridurre l’esposizione.