Il sonno dei bambini: quanto conta (e perché limitare la luce blu)

di Letizia Tufo Aggiornato al 27 Luglio 2026 ⏱ 4 min di lettura
Il sonno dei bambini: quanto conta (e perché limitare la luce blu)

Il sonno è il grande alleato invisibile dell’apprendimento, dell’umore e della serenità, eppure è una delle cose a cui pensiamo di meno. Ti parlo di due aspetti che mi stanno particolarmente a cuore: quanto conta il sonno dei bambini, comprese le ore del pisolino pomeridiano, e perché è importante tenerli lontani dalla luce blu di televisione e dispositivi.

Perché il sonno è così importante? 

Mentre dorme, il cervello di un bambino lavora moltissimo: consolida ciò che ha imparato, mette in ordine le emozioni, ricarica le energie e sostiene la crescita. Un bambino che riposa a sufficienza è più attento e più capace di gestire le frustrazioni, mentre uno stanco lo riconosco in un attimo, tra irritabilità, poca concentrazione e capricci a raffica. Il sonno, insomma, non è tempo perso: è uno dei mattoni su cui si costruisce lo sviluppo.

Quante ore di sonno servono?

Ogni bambino ha i suoi ritmi, ma in linea di massima nei primi anni servono davvero tante ore: intorno alle 11-14 ore complessive tra uno e due anni e circa 10-13 tra i tre e i cinque, riposini compresi. Ed è proprio qui che il pisolino pomeridiano mostra il suo valore: non è un vezzo da eliminare in fretta, ma un vero recupero che aiuta memoria, umore e apprendimento. Si abbandona in modo graduale, di solito tra i tre e i cinque anni, assecondando i segnali del bambino senza forzare. Per qualsiasi dubbio sul sonno di tuo figlio, il pediatra resta il punto di riferimento.

Luce blu e schermi: come proteggere il sonno

Qui c’è un aspetto che sottovalutiamo spesso. La luce blu emessa da televisione, tablet e telefoni inganna il cervello, gli fa credere che sia ancora giorno, riduce la produzione di melatonina (l’ormone che concilia il sonno) e ritarda l’addormentamento. In più, i contenuti veloci e stimolanti degli schermi agitano la mente proprio quando andrebbe rallentata. Per questo gli schermi, soprattutto la sera, sono un ostacolo al riposo: nei più piccoli andrebbero limitati con decisione, evitati del tutto sotto i due anni e comunque spenti nelle ore che precedono la nanna, tenendo la cameretta libera da dispositivi.

Quello che vedo funzionare meglio, per un buon sonno, è la costanza: orari regolari per addormentarsi e svegliarsi, una routine serale sempre uguale e rassicurante, e attività calme prima della nanna, come la lettura di una storia al posto dei cartoni. Spegni gli schermi almeno un’ora o due prima di dormire, crea un ambiente buio e tranquillo e, durante il giorno, lascia spazio alla luce naturale e al movimento, che aiutano il corpo a distinguere bene il giorno dalla notte. Piccole abitudini che, ripetute con costanza, fanno una grande differenza.

Domande Frequenti

Quante ore deve dormire un bambino?

Dipende dall’età e dal singolo bambino, ma in linea generale servono circa 11-14 ore tra uno e due anni e 10-13 tra i tre e i cinque, riposini compresi. Per i dubbi sul sonno del proprio figlio è sempre bene sentire il pediatra.

Fino a che età i bambini fanno il pisolino?

Il riposino pomeridiano è prezioso nei primi anni e in genere si abbandona gradualmente tra i tre e i cinque anni, seguendo i segnali del bambino senza forzarlo.

La luce blu fa male al sonno dei bambini?

La luce blu di TV, tablet e telefoni riduce la melatonina e ritarda l’addormentamento, mentre i contenuti stimolanti agitano la mente. Per questo, soprattutto la sera, gli schermi disturbano il riposo.

Quando spegnere gli schermi la sera?

È consigliabile spegnerli almeno un’ora o due prima di andare a dormire, sostituendoli con attività calme come la lettura, e tenere la cameretta libera da dispositivi.

Letizia Tufo
Scritto da Letizia Tufo

Docente di scuola Primaria e mamma

Letizia Tufo è insegnante di scuola primaria. Si è laureata in Scienze della Formazione Primaria all'Università degli Studi del Molise e ha conseguito la Specializzazione per il sostegno didattico presso l'Università Europea di Roma. Ogni giorno in classe mette al centro i bambini e i loro modi diversi di imparare, con un'attenzione particolare all'inclusione e alle esigenze di ciascuno. Vive la scuola con intensità e passione, convinta che l'educazione abbia il potere di fare la differenza nella vita di ogni bambino. Su TheModernMamas condivide il suo sguardo di educatrice per aiutare i genitori a comprendere meglio l'apprendimento, la crescita e il mondo scolastico dei loro figli.