Regali per bambini: come dire basta ai parenti senza litigare

di The Modern Mamas Aggiornato al 1 Giugno 2026 ⏱ 7 min di lettura
Regali per bambini: come dire basta ai parenti senza litigare

Compleanno, Natale, Pasqua, l’arrivo a casa dei nonni di domenica. I bambini ricevono regali ogni volta che girano l’angolo, e a un certo punto la cameretta non chiude più. Si finisce a impilare scatole in soggiorno e a trovare giochi mai aperti sull’armadio.

Eppure dire basta comprare ai parenti sembra impossibile, quasi ingrato. Trovare le parole giuste richiede un po’ di pratica e coraggio.

Perché i nonni e i parenti regalano troppo ai bambini

Spesso non è cattiveria e nemmeno mancanza di rispetto verso le scelte dei genitori, ma e’ il modo in cui i nonni e gli zii esprimono il loro affetto. Per la generazione che ha cresciuto i nostri genitori, regalare era il gesto d’amore principale, soprattutto se durante la propria infanzia c’era stato poco. Comprare per un nipote significa rimediare, dare quello che si sarebbe voluto dare ai propri figli e non si è potuto.

Capire questo aiuta perche’ toglie almeno l’accusa della conversazione.  Quando si parla con i nonni di regali, non si sta dicendo “smettetela di voler bene a vostro nipote”, ma si sta chiedendo di amarlo in un modo che funzioni per tutti.

Quando il troppo diventa un problema

Il punto non è il numero esatto di giocattoli, ma è quando il bambino smette di giocare con quello che ha perché c’è sempre qualcosa di nuovo. Quando apre un regalo e dopo cinque minuti chiede dov’è quello successivo, quando i giocattoli si rompono senza essere mai stati notati, perché in mezzo a 20 oggetti il singolo non ha valore.

Da un punto di vista pratico,ogni regalo entra in uno spazio che è già pieno. Generalmente,  le case italiane medie non hanno garage americani in cui stipare tutto. E poi c’è il tempo. Smistare, lavare, conservare o buttare e’ un lavoro invisibile che ricade quasi sempre sulla mamma.

Come iniziare la conversazione

Il momento giusto non è subito dopo un regalo eccessivo, ma e’  prima del prossimo evento. Una telefonata tranquilla, magari con la nonna che si sente più coinvolta.

Una frase che funziona: “Volevo parlartene prima del compleanno. Abbiamo deciso che quest’anno cerchiamo di ridurre i regali fisici, perché Leonardo ha così tanto che non riesce più a godersi niente. 

Questa apertura mette in chiaro che è una decisione condivisa tra i genitori,spiega il perché in modo concreto ed invita la nonna (o un parente) nella soluzione, invece di escluderla.  

Alternative ai regali materiali che i parenti accettano

I nonni hanno bisogno di sentire che possono comunque dare qualcosa. Tagliare senza offrire alternative crea conflitto. 

  1. Esperienze al posto di oggetti. Un pomeriggio allo zoo, una giornata in piscina, una visita al museo dei bambini. Il regalo è il tempo passato insieme. Funziona particolarmente bene con i nonni che hanno tempo libero e poca distanza dalla famiglia.
  2. Contributi a regali grandi. Invece di sei piccoli giocattoli, una quota verso la bicicletta che il bambino userà per anni. I nonni partecipano a qualcosa che resta. È anche un modo elegante di dirigere il loro affetto verso quello che serve davvero.
  3. Un conto in banca per il futuro. Studi, viaggi, la prima auto. Non è romantico come una scatola colorata, ma alcuni nonni rispondono bene quando si presenta come investimento sul nipote. “Stiamo mettendo da parte qualcosa per quando sarà più grande, vorresti contribuire?”
  4. I libri non saturano una stanza nello stesso modo dei giocattoli, e la maggior parte dei genitori accoglie anche il decimo libro del mese.

Cosa fare quando i parenti continuano a comprare troppi regali

Alcuni parenti continuano a comprare anche dopo conversazioni esplicite e a quel punto la scelta è tra accettare e gestire, o entrare in conflitto.

  • Gestire significa: i regali entrano in casa, alcuni rimangono, altri vengono ruotati o donati. Il bambino non ha bisogno di vedere venti pacchi aperti tutti insieme. Si possono mettere via alcuni regali e tirarli fuori più avanti, magari quando piove o quando si è ammalato e a casa. Questa è una strategia comune e non è tradimento.
  • Donare quello che avanza è un’altra opzione. Asili, associazioni che raccolgono giochi per famiglie in difficoltà, repair café. Il regalo trova una destinazione utile e la casa respira. Se i parenti chiedono dove sia un giocattolo specifico, si può rispondere con tranquillità che è stato dato a un bambino che non aveva niente.

Insegnare al bambino il valore dei regali

I bambini imparano dal modo in cui i genitori parlano dei regali. Se ogni regalo viene aperto con clamore, se si chiede subito “cos’altro c’è”, se si scartano dieci scatole una dopo l’altra, il bambino assorbe che il numero conta. Se invece si apre un regalo, ci si ferma a guardarlo, si ringrazia chi l’ha dato, si gioca un po’, il bambino impara un ritmo diverso.

Con Leonardo abbiamo scelto questa strada. A ogni compleanno e a ogni Natale apriamo un regalo per volta, con il tempo di guardarlo, ringraziare chi l’ha dato, giocarci un attimo. Lui, in genere, aspetta il prossimo senza ansia e a fine giornata si ricorda di cosa ha ricevuto e da chi.

Una pratica che funziona è separare i regali nel tempo. Al compleanno, alcuni si aprono subito, altri vengono messi da parte per le settimane successive. Il bambino non viene sommerso, e ogni regalo riceve attenzione vera. È un’idea che richiama l’approccio montessoriano, dove meno oggetti significano più qualità di gioco.

Il senso di colpa di dire no ai regali dei nonni

Dire di no ai parenti genera senso di colpa. Si pensa di essere ingrate, esigenti, sgradevoli. Spesso queste sono parole che ci diciamo da sole, non parole che i parenti hanno detto davvero.

Proteggere l’equilibrio di casa non è egoismo. È parte del lavoro di chi cresce un bambino. I parenti, anche quando reagiscono male sul momento, di solito capiscono nel tempo. E se non capiscono, va bene comunque. La famiglia che si sta costruendo viene prima della famiglia da cui si proviene.

Domande frequenti

Come si dice ai nonni che esagerano con i regali senza ferirli?

Si sceglie un momento tranquillo, non subito dopo un eccesso. Si parte dal “perché”, non dal “basta”: il bambino non riesce a giocare con quello che ha, oppure la casa non ha più spazio. Si invitano i nonni a contribuire a un’alternativa concreta, così sentono che possono comunque dare qualcosa.

Cosa rispondere a chi chiede una lista regali?

Una lista chiara aiuta sia chi regala sia chi riceve. Si possono indicare due o tre cose specifiche, oppure suggerire categorie come libri, esperienze, contributi a un regalo grande. È utile anche dire cosa non serve, per evitare doppioni o cose già presenti in casa.

È giusto rivendere o donare i regali ricevuti?

Sì, e non c’è bisogno di sentirsi in colpa. Una volta che il regalo è in casa, decidere cosa farne è dei genitori. Donare a chi ne ha più bisogno è una destinazione utile. Se il parente chiede, si può rispondere con tranquillità senza entrare nei dettagli.

Quanti regali sono troppi a un compleanno?

Non c’è un numero fisso. Il segnale che sono troppi è quando il bambino apre un regalo e chiede subito dov’è quello successivo, senza nemmeno guardare quello che ha in mano. Quel momento dice di più di qualsiasi conteggio.

Cosa fare se il bambino chiede sempre giochi nuovi?

Spesso non chiede il gioco specifico, chiede l’attenzione del momento dell’acquisto. Provare a sostituire con un’attività insieme, una passeggiata, una merenda preparata a due. Quando arriva un compleanno o una festa, il valore del nuovo gioco torna a sentirsi.

Come gestire i regali di padrini e madrine che vogliono distinguersi?

Padrini e madrine spesso vogliono fare il regalo “importante” perché percepiscono il loro ruolo come simbolico. Funziona indirizzarli verso un singolo oggetto significativo: la prima bicicletta, un libro speciale, un contributo a un viaggio. Il loro bisogno di distinguersi viene soddisfatto, la casa non si riempie.